lunedì 26 gennaio 2009


Improvvisamente un giorno ci si rende conto che si fa fatica a vivere, che si fa fatica a respirare, che tutti quei piccoli gesti, che sono il vivere quotidiano, diventano un “qualcosa” che ci richiede uno sforzo immenso, un nuovo compagno, che sarà purtroppo inseparabile, entrerà nella nostra vita: IL DOLORE
Ma non è un dolore fisico, esteriormente siamo sani come pesci, nessuna ferita sanguina, nessuna analisi rivelerà alcuna malattia, nessun analgesico servirà….semplicemente il soffio lieve dell’anima, normalmente silenzioso…sta ansimando, la nostra anima ci sta dicendo “non ce la faccio più”….aiutami…
La fatica di alzarsi, la fatica di lavarsi, vestirsi e pensare devo farlo per chi, per cosa? Aprire gli occhi la mattina, un altro giorno da fare arrivare a sera, ma come? Come posso farcela se questo peso che sento nel cuore mi impedisce di respirare, se questo dolore no non è dolore, se questa straziante morsa mi attanaglia, se questo mostro si è rubato la mia gioia, ha rubato il rumore della mia risata, e in cambio mi ha reso silenzio, mi ha reso pensieri che sono martellanti come ossessioni, e non vanno via. Altri compagni di viaggio, che hanno preso posto, con violenza e forza, nel treno traballante della nostra vita ma noi non gli avevamo dato il permesso.
E ci si chiude nella solitudine, non ci interessa chi ci sta intorno, si entra a far parte dei fantasmi che vivono nel buio di una stanza, dobbiamo concentrarci su quel dolore, sentirlo tutto. A volte una ribellione estrema: ci si veste con la sensazione di scalare montagne, si riesce a trovare la forza di uscire, siamo quasi fieri di questo piccolo immenso gesto. Finalmente siamo in strada, ma ecco un nuovo compagno, il panico si impossessa di noi "un altro passo e cado", no non si cade, ma rimaniamo fermi immobili, sconfitti, non ce l’abbiamo fatta, dobbiamo tornare in quel buio, sentiamo che solo lì siamo al sicuro, nel buio forse i nostri “compagni” non si accorgeranno di noi.
E si piange, le lacrime, quanto piangere, tutte le lacrime del mondo "ma hai tutto, non ti manca niente ma cosa hai?” Ho dentro di me tutto il male che un essere umano può sentire” ma dove ti fa male? Il dottore dice non hai niente.” Ho l’anima ammalata ma nessuno mi crederà.
Qualcuno può crederci, qualcuno ci può aiutare, non ostiniamoci a volercela fare da soli dicendo passerà, mettiamo da parte gli stupidi preconcetti, che è una sconfitta, una vergogna, è la nostra prima vittoria possiamo sconfiggere quel “mostro”, solo ammettere che abbiamo bisogno di aiuto. E’ un passo importantissimo, rivolgiamoci a chi può capire di cosa stiamo parlando, il nostro dolore non è unico, nessuno ha inventato una nuova specie di orribili segreti, o terribili perdite, non siamo delle mosche bianche, quando ci fa male un dente si va dal dentista, perché quando la nostra anima si ammala non gli diamo la possibilità di guarire?
E’ iniziare un cammino verso la luce che sta in fondo a quel tunnel dove ci troviamo, inizialmente doloroso, ma stiamo già soffrendo immensamente, urliamo forte a quei compagni di viaggio che non ci siamo scelti, che non li vogliamo, urliamo a chi ci prende in giro perché andiamo dal medico dei “matti” IO VOGLIO VIVERE, VOGLIO INDIETRO LE MIE RISATE, IL SOLE voglio che la mia anima torni a respirare lievemente, a volare come una farfalla. Abbiamo amato troppo, la vita ci ha ferito, il dolore di una perdita ma non siamo colpevoli, siamo solo immensamente fragili, sensibili.
Nessuno di noi deve accettare di arrivare a punirsi fino a farsi del male, possiamo fermarci un istante prima, basta un solo istante, prima del momento in cui il nostro dolore interiore sarà insopportabile, è più triste vivere nel buio che dire aiutatemi, le persone care, gli amici ce la mettono tutta, ma serve di più.
Lasciamoci aiutare da chi può farlo, ci vorrà tempo, si cadrà ancora ma stiamo lottando per noi stessi, per la nostra serenità. Una mattina ci sveglieremo e penseremo che si, ce l’abbiamo fatta, il nostro piccolo treno sta correndo di nuovo in un prato luminoso, e sul quel treno ci sta la nostra anima che nuovamente ci sorride e vola.

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