I bisogni degli adolescenti
Spesso l’adolescenza viene vista quasi come una malattia, un periodo da “allontanare”, quando in realtà è un tempo importante per la formazione della persona, un tempo di scoperta, un tassello importante della vita!
Ci sono molti “pericoli” nell'adolescenza, ma non è vero che essa può modificare ex novo il carattere: essa mette il fanciullo che cresce di fronte a nuove dinamiche, situazioni, sfide e a nuove prove.
L' adolescenza significa soprattutto una cosa: dimostrare che non si è più “piccoli”.
Essa assume significati differenti a seconda dei fanciulli – acne e disperato tentativo di acquisire una coscienza di sé da una parte, o droga, violenza e sesso dall'altra.
Per i ragazzi che non hanno avuto una crescita serena, questa fase può essere ostica, ma ci sono anche quelli che hanno avuto un'infanzia relativamente “sana” e hanno maturato un saldo senso di autostima e di fiducia in se stessi: per questi fanciulli l'adolescenza può essere veramente un periodo stimolante, di arricchimento e di crescita psicologica.
L’ aspetto decisamente più complicato di questo periodo è l'incredibile altalena tra un umore e l'altro e i turbamenti emotivi che l'accompagnano.
E' un periodo evolutivo in cui il fanciullo sta tentando di crearsi una identità personale, poiché da bambini prendiamo la nostra identità dai genitori, ma, man mano che cresciamo e ci distacchiamo dalle nostre “radici” possiamo scoprire che le nostre aspirazioni sono in conflitto con le aspettative dei nostri genitori. Questo è il motivo per cui uno dei più comuni disagi emotivi dell'adolescenza viene chiamato “crisi di identità”.
Gli adolescenti hanno dei precisi bisogni, quali:
Il bisogno di avere delle “fondamenta” sicure da cui avviarsi alla maturazione. In termini emotivi questo significa innanzitutto un'esplicita assicurazione di affetto, di essere apprezzati ed accettati come singoli individui unici ed irripetibili (… e non quello si vorrebbe fossero). Secondariamente il giovane ha bisogno di sentire che c'è un futuro, e ancor più che in questo “tempo” c'è un posto per lui.
Il bisogno di limiti.
Il bisogno di libertà.
Il bisogno di contenere l'angoscia di base. Alcuni studiosi parlano di “angoscia esistenziale”, e con questo intendono l'angoscia che deriva dal non essere certi di se stessi e della propria posizione rispetto agli altri. L'adolescente si interroga continuamente sulla propria posizione nella società, sull'adeguatezza delle sue funzioni sessuali, sulla sua accettabilità tra i coetanei, se debba trovare un compromesso con le idee dei suoi genitori o se debba senz'altro rifiutarle. Si chiede chi è, perché esiste, e la sua mente è occupata in problemi di essere e non essere, e sul significato dell'essere. L'alternanza di euforia e depressione frutto di questa ricerca (… libertà, autonomia, identità, ecc.) è in gran parte responsabile della volubilità di umore di molti adolescenti.
Il bisogno di far fronte alle crisi di fiducia.
Il bisogno di raggiungere degli obiettivi.
Allora, se teniamo presenti questi bisogni emotivi alcuni degli aspetti disturbanti del comportamento adolescenziale divengono meno intricati, e cominciano a emergere alcuni possibili modi di aiutare i ragazzi. Gli umori imprevedibili, che oscillano da un estremo all'altro, hanno origine ovviamente da un angoscia di base e, soprattutto, dall'indecisione.
Gli adulti tendono a rispondere alla loro instabilità di umore con l'ostilità e il rifiuto, e queste reazioni non fanno altro che peggiorare lo stato d'animo del ragazzo.
Riunirsi insieme in vari gruppi non costituisce solo una forma di protezione ma anche una forma di auto identificazione
Quando soggetti instabili, insicuri, si riuniscono in combriccola, emozioni “più primitive” vengono combinate ed espresse dando luogo ad atti antisociali e di violenza (… si vedano ad esempio gli ultimi episodi di violenza verificatisi in vari stadi italiani ed esteri). Inoltre, la moda nell'abbigliamento, lo stile delle pettinature e del linguaggio sono tutte dimostrazioni di appartenenza ad un gruppo chiuso che contesta tutti gli altri gruppi esterni (l’appartenenza, quindi, non è solo su scala globale e legata al luogo,ma è molto più vicina a noi nella vita quotidiana). Questi modi di porsi, diventano una specie di uniforme attraverso cui identificarsi, comunicare reciprocamente e contestare “gli altri”. Abbiamo visto come la nozione di adolescenza risponda ad un giudizio dato dagli altri e, nello stesso tempo, corrisponda ad alcune modificazioni biologiche e cambiamenti della personalità del soggetto.
Pertanto l’adolescenza è un periodo dove la persona è chiamata ad affrontare delle prove, ma allo stesso tempo è un meraviglioso caleidoscopio di emozioni ed esperienze. (da internet)
mercoledì 19 novembre 2008
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