…Quali sono veramente i pericoli dell’adolescenza?
Abbiamo già detto che per quasi tutti i ragazzi, l'adolescenza significa soprattutto una sola cosa: dimostrare che non si è più “bambini”.
Potremmo forse convincerli che per noi questo è un fatto scontato, ma se il ragazzo ha la sensazione che deve dimostrarlo, è abbastanza naturale che cerchi di mettere esageratamente in evidenza questo fatto. Moltissime manifestazioni dell'adolescenza sono il risultato del desiderio di mostrare indipendenza, parità con gli adulti e virilità o femminilità. La direzione data a queste espressioni dipenderà dal significato che il ragazzo ha attribuito al fatto di essere “adulto”. Se essere “adulto” per lui significa essere libero da controlli, il ragazzo lotterà con tutte le sue forze contro queste restrizione. Molti di loro in questo periodo cominciano a fumare, a bestemmiare e stare fuori fino a tardi la sera. Alcuni rivelano un'ostilità inaspettata verso i propri genitori, e i genitori rimangono esterrefatti nel vedere che un ragazzo così, fino ad allora, obbediente possa essere diventato improvvisamente così disobbediente.
Da questa lotta si sviluppa un atteggiamento antagonistico, e abbiamo così il quadro tipico del “negativismo dell'adolescente”.
Tutti i pericoli dell'adolescenza provengono dalla mancanza di un'adeguata preparazione e di un adeguato corredo di fronte ai problemi della vita. Se i ragazzi hanno paura dell'avvenire, è abbastanza naturale che cerchino di affrontarlo con metodi che richiedono il minimo sforzo. Queste strade facili, però, sono inutili. Più a un ragazzo di questo genere si rivolgono ordini, esortazioni e critiche, più forte diviene la sua impressione di trovarsi di fronte a un abisso. Più noi lo spingiamo avanti, più lui cerca di tirarsi indietro. A meno che non riusciamo ad incoraggiarlo (elogiarlo), ogni sforzo per aiutarlo sarà un errore e lo danneggerà ulteriormente. Finché è così pessimista e spaventato, non possiamo aspettarci che abbia la sensazione di potersi permettere degli sforzi supplementari.
Un gran numero di adolescenti “sconfitti” proviene dalle file dei bambini “viziati”; ed è facile comprendere come l'avvicinarsi delle responsabilità da adulto crei una tensione particolare per dei bambini che sono stati abituati ad avere tutto “scodellato” dai genitori. Essi vogliono ancora mantenere quei “privilegi”, ma diventando più grandi scoprono di non essere più al centro dell'attenzione, e rimproverano la vita per averli ingannati e respinti. Sono stati allevati in un'atmosfera artificialmente calda e ,ora, l'aria esterna sembra loro dolorosamente fredda.
Il ragazzo in questo periodo comincia a sentire il timore di deludere le aspettative di cui era stato sovraccaricato, infatti fino a che veniva aiutato e apprezzato, poteva andare avanti; ma quando arriva il momento di fare degli sforzi indipendenti, gli manca il coraggio e si ritrae.
Concludendo, possiamo dire che esiste una superstiziosa credenza, quasi universale, che considera l'adolescenza come un periodo molto speciale e particolare…Ma questa fase non è un “cambiamento”, è solo la prosecuzione della vita.
martedì 25 novembre 2008
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