Cos’è e su cosa si fonda la stima di sé? Quanto influenza la vita delle persone?
Innanzitutto il verbo stimare deriva dal latino “estimare” che significa valutare. Valutare,nella duplice forma: 1. come ciascuno vede se stesso e 2. come si giudica, che tipo di valore si attribuisce.
In questo senso la stima di sé si connota come un'esperienza molto soggettiva, legata più a ciò che ciascuno sente e pensa a proposito di se stesso, che non a quello che gli altri credono di lui; in effetti il giudizio più critico è proprio il nostro! Pertanto, credere nel proprio valore e sentirsi intimamente sicuri, aiuta a rispondere adeguatamente a sfide e opportunità; viceversa, più è bassa la stima di noi stessi, più i nostri obiettivi sono limitati e addirittura più difficile diventa raggiungerli.
La stima di sé è un qualcosa che tocca gli aspetti più profondi e intimi della nostra persona essendo connessa sia al percepirsi come individui competenti - quindi capaci di affrontare la vita, di imparare, scegliere e prendere decisioni adeguate - sia al percepirsi come persone degne di essere amate. A tal riguardo, Christophe André e François Lelord affermano che gli ingredienti che permettono a ciascuno di sentirsi persone competenti e degne d'amore, sono: l'amore di sé , la visione di sé , la fiducia in se stessi. L'amore di sé ( il rispettare se stessi qualunque cosa accada) facilita una visione positiva di se stessi e quindi il credere nelle proprie capacità e il sapersi proiettare nel futuro che a sua volta influenza favorevolmente la fiducia in se stessi e quindi l'agire senza eccessivi timori di eventuali insuccessi o del giudizio altrui.
Quindi,avere alta o bassa autostima si riflette su tre importanti aspetti della vita: il proprio modo di presentarsi agli altri , il passare dal pensiero all'azione per poter realizzare i propri obiettivi e infine il modo di reagire a successi e insuccessi.
In questo senso, il rischio che corrono le persone con una bassa autostima è quello di far prevalere il bisogno di essere accettati su un altro dei bisogni fondamentali dell'uomo che è quello di realizzarsi, obiettivo che viene raggiunto anche attraverso l'esprimere con sicurezza il proprio punto di vista e il proprio valore. Si corre così il rischio di lasciarsi troppo influenzare dall'ambiente (genitori, amici, compagnie) sia per le banali scelte quotidiane sia, in casi estremi, anche per le decisioni che riguardano aspetti importanti della propria vita quali ad esempio gli studi da intraprendere, verso quale professione orientarsi, con chi vivere e così via. A tal riguardo è importante ed interessante analizzare le relazioni che si instaurano tra gli adolescenti per capire quanto realmente le loro scelte siano “farina del proprio sacco”. Avere una buona stima di sé è importante non solo per decidere con maggiore facilità, ma anche per costruirsi degli obiettivi ed essere perseveranti nel raggiungerli investendo in essi le proprie risorse personali.
In ogni caso, ciò che è certo è che ciascuno di noi è unico, speciale, meritevole e degno d'affetto e, sebbene a volte possa sembrare difficile crederlo, ricordarlo può aiutare ad affrontare in modo più efficace le sfide della vita. (da internet)
lunedì 10 novembre 2008
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1 commento:
Cara Mari,
ho letto il tuo post con gran interesse e vorrei condividere con te le mie opinioni in merito all'autostima.
Personalmente ritengo che "il volersi bene, l'aver fiducia in se stessi", sia essenziale nella vita, tuttavia, sempre più spesso mi accorgo di quanto siano fragili i ragazzi, gli adolescenti. Credo che si sia persa e si stia perdendo tuttora la voglia ed il coraggio di mettersi alla prova, di dimostrare ciò che si é e quanto si vale. Forse é un po' colpa della nostra società che proponendo modelli di vita improntati troppo spesso sull'apparenza più che sulla sostanza, scoraggia i giovani a percepirsi come splendide creature; troppo spesso paragonano la loro immagine ai "miti" della televisione e si sentono inadeguati. La verità é che la stima di sé non si limita alla propria esteriorità ma serve a ciascuno di noi per affrontare la vita, vincendo con maggior serenità le nostre paure e lottando con coraggio per ciò in cui crediamo. Come aiutare quindi bambini, adolescenti e adulti a nutrire una maggior autostima? Credo che nel momento in cui le persone non riescono ad accettarsi e ad amarsi per ciò che sono, sia necessario l'intervento di professionisti che attraverso le loro conoscenze, competenze ed il loro amore, conducano loro in un cammino incentrato sulla ri-scoperta di sé e del proprio valore. Per "professionisti" Mari, intendo gli educatori della nostra società: maestre/i, professori, eduatori in senso stretto e per utlimi ma non meno importanti, i genitori. Sì perché genitori ed insegnanti DEVONO credere nelle capacità delle loro creature e DEVONO far in modo che, nel corso del tempo, emergano le loro doti...e DEVONO valorizzarli! Troppo spesso mi é capitato di vedere genitori ed insegnanti che mortificano i loro figli/studenti! E i ragazzi più fragili naturalmente, si sentono inutili e stupidi.
Per quanto riguarda noi futuri educatori...bé... avremo il compito di curare le ferite di bambini vittime di abusi e violenze,umiliati e disperati,i quali probabilmente non conoscono più l'autostima o forse non l'hanno mai conosciuta;i tossicodipendenti e ancora i disabili,troppo spesso vittime di atti di bullismo che rendono ancor più difficile la loro esistenza in questo mondo che sembra non voler capire che ognuno di noi ha un suo "handicap" personale, chi nel rapporto con gli altri, chi nell'accettare la propria immagine rifessa allo specchio...
Non resta che impegnarci e far sì che le persone che incontriamo ogni giorno si sentano amate e rispettate per ciò che sono!
Un abbraccio!
Giulia
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